Onomastica documentaria
Boyl, Boil, Bohil, Buil e Boïl
Le grafie non formano una successione semplice. Nel Medioevo e nell’età moderna convivono forme diverse, determinate dalla lingua del documento, dallo scriba, dalla tradizione archivistica e dalle normalizzazioni editoriali successive.
Risultato della verifica. La forma «Boyl» è certamente medievale: compare in trascrizioni di documenti della Cancelleria già nel 1303 e continua negli anni successivi. Tuttavia, nel dossier attualmente raccolto, «Boil» è attestato prima, nel 1279 con Ferrer de Boil. Ancora più antiche sono forme legate al luogo Buil/Bogili. Perciò non è corretto descrivere Boyl come “la forma più antica” in assoluto; è corretto dire che Boyl è una forma medievale antica e pienamente autentica, non una tarda trasformazione sarda.
Cronologia delle grafie effettivamente incontrate
| Data | Forma | Contesto | Valore |
| 1057 (atto riferito) | Bogili / Buil | «Garsea Asnari de Bogili» nella tradizione testuale relativa a García Aznárez de Buil. | Forma antica collegata al toponimo; il testimone materiale conservato è successivo. |
| 1279 | Boil | Ferrer de Boil, ACA, Cancillería, reg. 41, f. 65. | Nel nostro dossier è la più antica attestazione finora verificata della forma Boil applicata a una persona. |
| 1303 | Boyl | «Petrus Boyl», ACA, Cancelleria, reg. 294, ff. 139v–140r. | Dimostra che Boyl è già una grafia medievale di cancelleria. |
| 1305–1306 | Boyl | «Petrus Boyl» in registri di Giacomo II. | Uso ripetuto, non episodio isolato. |
| 1311 | Boyl | «Petri Boyl» / «Pere Boyl» nell’albarà del maestro razionale. | La stessa forma appare in latino e nel testo catalano. |
| 1318–1320 | Boyl / Buil | Il titolo formale del volume reca «Pere de Boyl»; il catalogo moderno attribuisce «Pedro de Buil». | Esempio perfetto della differenza tra grafia documentaria e normalizzazione catalografica. |
| 1339–1340 | de Boyl | «Raymundus de Boyl» nei registri della corte. | Boyl resta stabile nella documentazione regia. |
| 1364 | Bohil / Boyl | Il registro medievale ACA usa «Bohil» in alcuni passaggi; la copia settecentesca ARV usa «Boyl». | La stessa tradizione documentaria può cambiare grafia fra testimoni diversi. |
| XV–XVII sec. | Boil | Francisco de Vico scrive Juan, Pedro, Francisco e Ana «Boil» nella successione di Putifigari. | Grafia frequente nella prosa storica ispano-catalana e nelle edizioni. |
| 1643–1652 | Boyl | Fonti parlamentari sarde registrano «Don Marco Boyl» e «Pere Martin Boyl». | Conferma l’uso di Boyl in Sardegna nel Seicento. |
| 1653–1655 | Boyl | Le serie diocesane moderne registrano Francesco Boyl vescovo di Alghero; la forma Boil resta comunque ben attestata per altri membri della stessa tradizione familiare nelle fonti storiche. | Non è una contraddizione genealogica: è variazione ortografica dello stesso cognome. |
Perché «Boil» compare tanto nelle fonti catalane e spagnole?
Prima dell’ortografia moderna i cognomi non avevano una grafia amministrativa immutabile. Uno scriba poteva scrivere Boyl, Boil o Bohil; un catalogatore moderno poteva normalizzare il nome come Buil; uno storico catalano contemporaneo può usare Boïl con dieresi per indicare correttamente la pronuncia catalana. Queste forme non devono essere lette come cinque famiglie diverse né come una sequenza evolutiva rigida.
La forma sarda «Boyl»
Per il ramo sardo, «Boyl» è una forma storicamente forte e persistente. È attestata in documentazione seicentesca sarda e rimane la forma familiare nei secoli successivi, fino alla famiglia moderna; la forma composta Pilo Boyl viene riportata soltanto quando una fonte la usa espressamente. Il fatto che Vico stampi «Boil» o che singole fonti usino «Boil» per Francesco non invalida la forma Boyl: riflette la normale oscillazione grafica dell’età moderna.
Che cos’è «Boïl»?
«Boïl» è oggi una normalizzazione molto usata in catalano/valenciano. La dieresi segnala che le vocali o-i appartengono a sillabe distinte. È utilissima nelle pagine dedicate alla storiografia catalana moderna, ma non va retroproiettata automaticamente dentro ogni documento medievale se il manoscritto scrive Boyl, Boil o Bohil.
Regola editoriale del sito
- Nome del sito e ramo sardo: Boyl.
- Citazione di un documento: si conserva la grafia leggibile nel documento o nella trascrizione diplomatica: Boyl, Boil, Bohil, ecc.
- Storiografia catalana moderna: si può usare Boïl, indicando che è una forma normalizzata.
- Toponimo moderno: Santa María de Buil / Buil.
- Genealogie: ogni nodo conserva la grafia della fonte su cui si basa quella specifica filiazione.
Esempi verificabili online