Ferrer de Boil
Attestato il 1 maggio 1279 in una commissione sulla condizione di infanzón. È rilevante per la storia del nome e del luogo, ma il rapporto genealogico con i Boyl del XIV secolo non è dimostrato.
Apri dossier →La V12 non costruisce un unico albero artificiale: presenta alberi distinti per fonte, epoca e grado di prova, mantenendo le grafie originali quando il documento le rende leggibili.
Questa tavola raccoglie attestazioni importanti per la ricerca sulle origini. Non esiste, allo stato attuale del dossier, una catena documentaria continua che le trasformi automaticamente in antenati della linea del XIV secolo.
Nel testimone del Real Justicia 805, che conserva una copia settecentesca del privilegio, il destinatario è ricondotto espressamente al nonno Petrus Boyl e al padre Raymundus Boyl. La stessa sostanza è attestata nel registro ACA medievale, dove la grafia può apparire Bohil.
Questo albero riproduce la sequenza attribuita a Viciana: è una fonte sulla memoria della Casa, non una certificazione contemporanea dei primi secoli. Il testamento del 1143 ricordato dalla tradizione resta distinto dal testamentum documentario attribuito al 1057.
Qui la V12 presenta una sintesi genealogica dei rami valenciani, mantenendo separati i diversi lignaggi e senza forzare un collegamento con Ferrer de Boil del 1279.
Qui usiamo intenzionalmente la grafia «Boil», perché è quella che appare nell’edizione della fonte per Juan, Pedro, Francisco e Ana. Non viene convertita automaticamente in «Boyl».
Matteo/Mateo Pilo y Ferrale era un Pilo e sposò Margarita Sussarello Boyl. La V12 non applica retroattivamente “Pilo Boyl” a tutta la discendenza. Nella linea familiare sarda il cognome principale viene reso Boyl/Boil quando questa è la forma effettivamente usata nei documenti; “Pilo Boyl” resta soltanto dove è attestato o dove una fonte genealogica lo impiega esplicitamente.
Le tavole moderne e le fonti secondarie possono usare forme composte; la V12 conserva però come intestazione principale la forma documentaria della singola persona.
Attestato il 1 maggio 1279 in una commissione sulla condizione di infanzón. È rilevante per la storia del nome e del luogo, ma il rapporto genealogico con i Boyl del XIV secolo non è dimostrato.
Apri dossier →Figura dell’XI secolo documentata in una tradizione testuale complessa. Il collegamento con la casata successiva resta oggetto di ricerca.
La citazione del 1246 va verificata integralmente sull’immagine del documento prima di inserirla in una filiazione.
La documentazione pubblicata mostra rapporti con i Boïl valenciani, ma alcuni gradi di parentela proposti dalla storiografia richiedono ancora controllo diretto delle pergamene.
Nelle tavole genealogiche il sito usa la forma del cognome attestata dalla fonte citata. Nelle pagine narrative usa «Boyl» come forma familiare sarda e titolo del sito, mentre «Boïl» viene impiegato quando si cita la normalizzazione catalana moderna o una fonte che la adotta. Buil resta soprattutto la forma toponimica moderna di Santa María de Buil.