Tradizione · documenti · storiografia

Storia della Casa Boyl

La storia non viene ridotta a una sola genealogia: il sito presenta separatamente le tradizioni antiche, le attestazioni medievali, le ricostruzioni degli storici e le copie archivistiche oggi consultabili.

Criterio editoriale. Quando due fonti raccontano versioni diverse, vengono mostrate entrambe con il nome dell’autore o dell’archivio. Non si trasforma una tradizione in prova primaria e non si cancella una tradizione soltanto perché una fonte successiva la racconta diversamente.

La storia secondo gli autori e le tradizioni

Queste pagine non sono segnaposto: Vico, Casalis-Angius, Salazar y Castro e Ferrando hanno ora un’esposizione autonoma e articolata. Per Mugnos il sito dichiara esattamente ciò che non è ancora documentato; la pagina Viciana presenta invece la tradizione genealogica riferita da Rafael Martí de Viciana nel Libro secondo della Crónica del 1564.

1. Le origini secondo la tradizione antica

Le genealogie antiche della Casa collegano il cognome al castello e al territorio di Boyl/Buil nel Sobrarbe aragonese. In alcune ricostruzioni erudite la stirpe viene fatta risalire a una nobiltà gotica rifugiatasi oltre i Pirenei e poi rientrata in Aragona; compaiono figure come Arenario e Berengario. Questi racconti appartengono alla tradizione genealogica e vengono conservati come tali, non come fatti medievali già provati.

Questa tradizione è stata ripresa, con formulazioni diverse, da repertori ottocenteschi come Casalis-Angius e da genealogie familiari manoscritte. Una fonte distinta conservata a Torino è la Miscellanea Patria 30–36 della Biblioteca Reale, con il testo intitolato «Origine dell’illustre casato a cognome dei Boyles baroni della Baronia e feudo di Potifigar».

2. García Aznárez de Buil e il documento attribuito al 1057

Il progetto ha individuato AHN, Clero Regular, carpeta 699, n. 13, relativo a García Aznárez de Buil / Garsea Asnari de Bogili. Il pezzo conservato non è l’originale dell’XI secolo ma un traslado notarile del XIV secolo; il più antico testimone noto è il Libro Gótico della Biblioteca General de la Universidad de Zaragoza, Ms. 417, ff. 17v–18v. Il documento è prezioso per la presenza di una famiglia libera a Buil, ma da solo non dimostra una continuità genealogica ininterrotta fino ai Boyl dei secoli successivi.

3. Dal XIII secolo: Oria de Boïl e Ferrer de Boil

Per novembre 1246 la ricerca segue AHN, Clero, carpeta 642, n. 8: una fonte moderna segnala «Fernando, figlio di Oria de Boïl», ma la lettura completa dell’immagine resta da consolidare. Più sicura è la commissione del 1 maggio 1279, ACA, Real Cancillería, Registro 41, f. 65, relativa alla condizione di infanzones di Andrés de Serracello e Ferrer de Boil, residenti a Boil/Buil. La commissione prova l’esistenza del nome e la rivendicazione di status nobiliare; non è ancora stato recuperato l’esito finale del procedimento.

4. La stirpe militare e il passaggio al XIV secolo

Un atto del 1305 relativo a Pere Boïl afferma che egli discende in linea maschile da stirpe militare. La formula è importante perché mostra come all’inizio del XIV secolo la famiglia rivendicasse già una continuità cavalleresca; il documento, però, non fornisce in quel passaggio una serie completa di nomi genealogici.

5. Il privilegio del 6 maggio 1364

La ricerca moderna di Salvador Ferrando Palomares cita ACA, Cancellería, Registro 913, f. 23r, con la rubrica «Petri Boyl erectio in barone». Il testo pubblicato presenta Pere/Petrus Boïl come figlio di Raymundus e nipote di Petrus, ricorda i servizi della famiglia alla Corona e la concessione del castello e luogo di Boïl in Aragona. La chiusa dell’edizione richiama l’investitura del 22 maggio 1364 a Cullera.

Il sito mantiene una distinzione essenziale: il privilegio di Boïl e il dossier di Pontifigar sono collegati dalla tradizione documentaria familiare, ma non vengono fusi in un unico documento quando i testimoni archivistici oggi consultabili li trasmettono separatamente.

6. La copia del Real Justicia 805: Boïl

L’Archivio del Regno di Valencia conserva nel Real Justicia, Libro 805, una copia settecentesca del privilegio. Nei ff. 168v–170r compaiono Petrus Boyl, il nonno Petrus Boyl già maggiordomo del re Giacomo, Raymundus Boyl padre del destinatario e il ricordo della Sardegna e di Villa di Chiesa. Il bollo del 11.400+ dimostra materialmente che queste pagine sono una copia moderna del privilegio medievale, non l’originale del 1364.

7. Il dossier del Real Justicia 801: Pontifigar / Putifigari

SAVEX cataloga separatamente Real Justicia, Libro 801, fol. 157r con il titolo «Donación hecha por Pedro IV de Aragón a favor de Pedro Boil, de la baronía y castillo de Pontifigar, en el reino de Cerdeña». La V12 conserva nel sito le scansioni del fascicolo dal f. 156v–157r fino al f. 171v–172r. Nella documentazione settecentesca compaiono anche formule relative al figlio residente in Sardegna e al dominio di Pontifigar.

8. Putifigari secondo Francisco de Vico

Francisco de Vico offre una tradizione diversa dalla ricostruzione che collega direttamente il 1364 a Putifigari. Nel suo racconto Giovanni Boil acquistò Putifigari nel 1451; la successione prosegue poi con Pedro, un altro Pedro e Francisco Boil, dal quale vengono ricordati i figli Francisco, Pedro e Ana. Questa versione non viene cancellata: viene presentata come «secondo Vico» e confrontata con i documenti del XIV secolo e con le copie del Real Justicia.

9. Salazar y Castro e le genealogie manoscritte

La Real Academia de la Historia conserva materiali genealogici attribuiti alla tradizione di Salazar y Castro, tra cui RAH 9/300 (olim D-25), con passaggi relativi alla famiglia, e RAH 9/136, f. 147, per la genealogia di fray Francisco Boil y López de Medrano. Questi manoscritti sono una fonte genealogica di età moderna e devono essere letti insieme, ma non confusi, con i registri medievali della Cancelleria.

10. La storia secondo Casalis-Angius

Il Dizionario di Goffredo Casalis, nelle parti curate da Vittorio Angius, conserva una delle grandi sintesi ottocentesche sulla nobiltà e sui feudi sardi. Per i Boyl il valore principale è storiografico: registra e organizza tradizioni genealogiche più antiche, comprese le origini aragonesi e i racconti sui primi membri della stirpe. La V12 ripristina questa versione come percorso autonomo, senza trasformarla automaticamente in prova medievale.

11. La storia secondo Mugnos: riferimento da completare

La precedente architettura del sito prevedeva anche una lettura «secondo Mugnos». La V12 la ripristina nell’indice storiografico, ma con una cautela indispensabile: nel materiale finora acquisito non è stato ancora identificato il passo preciso di Filadelfo Mugnos relativo ai Boyl con opera, volume e pagina. Per questo il sito non inventa una successione genealogica attribuendola a Mugnos; la scheda resta aperta e verrà completata quando il rinvio bibliografico sarà verificato.

12. La tradizione della Miscellanea Patria di Torino

La Biblioteca Reale di Torino conserva nella Miscellanea Patria 30–36 un testo intitolato «Origine dell’illustre casato a cognome dei Boyles baroni della Baronia e feudo di Potifigar». È una tradizione genealogica autonoma, importante per ricostruire come la famiglia narrava e trasmetteva la propria origine e il legame con Putifigari. Nel sito viene tenuta distinta sia dalle cronache come Vico sia dai registri medievali ACA e dalle copie ARV.

13. La ricostruzione moderna di Salvador Ferrando

La tesi di Salvador Ferrando Palomares sui Boïl de Manises è uno dei principali strumenti moderni per il basso Medioevo valenciano. Fornisce una ricostruzione sistematica di persone, patrimoni, rami e documenti e pubblica il privilegio del 1364 con rinvio ad ACA, Registro 913, f. 23r. La V12 usa Ferrando come guida scientifica e come edizione moderna, indicando però separatamente ciò che il progetto ha verificato direttamente sulle copie archivistiche.

14. Valencia: Manises, Bétera e gli altri rami

Nel Regno di Valencia i Boïl si articolano in più linee: Manises, Bétera, Mislata, Borriol e altri rami patrimoniali. La V12 li mantiene distinti, perché titoli, successioni, matrimoni e diritti non possono essere trasferiti automaticamente da un ramo all’altro. La documentazione e la ricerca di Ferrando sono centrali per seguire questa ramificazione tra XIII e XV secolo.

15. Margarita Sussarello Boyl e l’unione con i Pilo

Nel 1624 Margarita Sussarello Boyl sposò Matteo Pilo y Ferrale. La V12 corregge un errore delle versioni precedenti: Matteo Pilo y Ferrale era un Pilo, non un Boyl, e non viene presentato come barone di Putifigari. La generazione successiva prosegue la linea di Putifigari, ma la V12 non aggiunge automaticamente “Pilo” al cognome: la forma viene stabilita documento per documento.

Anche Blantino Pilo viene trattato correttamente come antenato della linea Pilo e non come Boyl. Quirico Pilo è escluso dalla galleria dei personaggi Boyl perché non è stato dimostrato un collegamento utile alla linea Boyl in questa sede.

16. Francesco Boyl, vescovo di Alghero

La linea sarda comprende Francesco Boyl, vescovo di Alghero. La sua genealogia va collegata con prudenza alla documentazione conservata nella Real Academia de la Historia e alle fonti ecclesiastiche; nel sito non viene usato come semplice riempitivo iconografico ma come personaggio da documentare con una propria scheda.

17. Dalla baronia al marchesato e all’Ottocento

Nei secoli successivi la linea sarda entra nella storia moderna dell’isola attraverso magistrati, militari, ecclesiastici e proprietari. Nel Settecento Putifigari viene elevata a marchesato. Nell’Ottocento Vittorio e Carlos Boyl appartengono alla fase più visibile della memoria familiare; Carlos è legato anche alla storia architettonica di Cagliari. Il ritratto di Carlos presente nell’Archivio del sito è ora restaurato digitalmente e viene dichiarato come restauro AI dell’immagine di partenza.

18. Perché le versioni non vengono più fuse

La storia della Casa Boyl ha una caratteristica importante: fonti medievali, copie settecentesche, cronache seicentesche e genealogie erudite non raccontano sempre la stessa sequenza. La soluzione non è scegliere arbitrariamente una sola versione, ma costruire un sistema leggibile: «secondo Vico», «secondo Casalis-Angius», «secondo la tradizione genealogica», «secondo il documento ACA», «secondo la copia ARV». In questo modo il lettore può capire quale informazione dipende da quale fonte.

Indice dei dossier storici

La V12 non comprime più la storia in poche pagine: ogni nodo principale ha una scheda autonoma, collegata a questa pagina madre.

Metodo storico Boyl La tradizione del Sobrarbe Boyl, Buil e il toponimo Boyl secondo Casalis-Angius Miscellanea Patria: origine dei Boyles García Aznárez de Buil e il 1057 Il Libro Gótico e Buil AHN, carpeta 699, n. 13 Oria de Boïl nel 1246 AHN, carpeta 642, n. 8 Ferrer de Boil nel 1279 ACA Registro 41, f. 65 La questione dell’infanzonía Pere Boïl e il 1305 La formula della stirpe militare Pere / Pedro Boïl y Mur Guerau / Grao de Boïl y Foces Pere de Boïl i d’Aragó I Boïl di Manises Il ramo di Mislata Il ramo di Bétera Il ramo di Borriol Pere de Boïl i Castellar Ramon de Boïl i Montagut Il privilegio del 6 maggio 1364 ACA, Registro 913, f. 23r Ferrando, documento 82 L’investitura di Cullera del 22 maggio 1364 Real Justicia 805: la copia di Boïl Petrus Boyl, il nonno Raymundus Boyl, il padre Sardegna e Villa di Chiesa Real Justicia 801: il dossier di Pontifigar Pontifigar / Putifigari La certificazione del 1758 Francisco de Vico e i Boyl Giovanni Boil e Putifigari nel 1451 secondo Vico Salazar y Castro e la genealogia Boyl RAH 9/300 e la tradizione Boyl RAH 9/136: Francisco Boil López de Medrano Francesco Boyl, vescovo di Alghero Pedro Boil Durant Constanza Olives Pedro Boyl y Olives Isabel López de Medrano Margarita Sussarello Boyl Matteo Pilo y Ferrale: Pilo, non Boyl Matteo II (forma documentaria da verificare) Blantino Pilo: ascendenza Pilo Vittorio Boyl Carlos Boyl, architetto Gioacchino Boyl Palazzo Boyl di Cagliari Il marchesato di Putifigari nel 1757 Il Fondo Pilo Boyl di Putifigari a Torino Putifigari tra documenti e storiografia Alghero e la Casa Boyl La transizione feudale sarda Quando le fonti Boyl divergono Cronologia critica della Casa Boyl Fonti primarie per la storia Boyl Studi moderni sulla Casa Boyl Boyl, Boil, Boïl, Bohil Cavalero Sin Par L’Archivio iconografico Boyl Il restauro AI del ritratto di Carlos Boyl L’Archivio documentario SAVEX Boïl e Putifigari: documenti distinti La storia secondo Vico La storia secondo Casalis-Angius La storia secondo Salazar y Castro La storia secondo Ferrando Petrus Boyl, il nonno ricordato nel privilegio Raymundus Boyl, padre di Pere Boyl Villa di Chiesa e la memoria dei Boyl in Sardegna I servizi della famiglia in Sicilia, Almería e Sardegna Cullera, 22 maggio 1364: l’investitura Iacobus Conesa e la chiusa del privilegio Constanza Olives nella genealogia Boyl Pedro Boyl y Olives Isabel López de Medrano nella linea Boyl Fray Francisco Boyl López de Medrano La signoria dei Boïl di Manises La linea Boïl di Bétera I Boïl di Mislata I Boïl di Borriol La sentenza del 1504 tra Manises e Bétera Sueca, pergamena 146 Il fondo Boïl e l’Arxiu del Baró de Safra Rafael Martorell e il processo di Putifigari Don Mateo Pilo y Boyl nel 1758 Alghero 1669 e la linea di Putifigari Il barone di Putifigari nel Parlamento del 1677 Putifigari e gli atti del 1610 Carlos Boyl Palazzo Boyl di Milis Araldica dei diversi rami Boyl Il nome Boïl e il vincolo con la signoria Viciana: la genealogia dei Boïl Mugnos e la genealogia Boyl: riferimento da verificare

Fonti narrative

Francisco de Vico; Casalis-Angius; genealogie familiari e manoscritti di età moderna.

Fonti archivistiche

ACA · ARV/SAVEX · AHN · RAH · Biblioteca Reale di Torino · Archivio di Stato di Torino

Ricerca moderna

Salvador Ferrando Palomares e altri studi specialistici vengono usati come guida e confronto, distinguendoli sempre dalle fonti primarie.